La raccolta differenziata cresce di oltre 12 punti percentuali, ma aumenta anche la quantità di rifiuti prodotta per abitante. Abbiamo analizzato i dati comunali ISPRA per capire come si posiziona la provincia di Lecce, quali comuni hanno ottenuto i risultati migliori e dove permangono le criticità.
Analisi aggiornata al 31 agosto 2026 – dati relativi al periodo 2019-2024.
I risultati in breve
Nel 2024 la provincia di Lecce ha raccolto separatamente 249.846 tonnellate di rifiuti urbani, su una produzione complessiva di 385.965 tonnellate.
La percentuale provinciale di raccolta differenziata raggiunge così il 64,73%, rispetto al 52,61% registrato nel 2019.
In cinque anni:
- la raccolta differenziata è aumentata di 12,12 punti percentuali;
- le tonnellate raccolte in modo differenziato sono cresciute del 28,35%;
- i comuni che raggiungono almeno il 65% sono passati da 28 a 51 su 96;
- la produzione complessiva di rifiuti urbani è aumentata del 4,31%;
- la popolazione riportata nei dati ISPRA è diminuita del 2,35%;
- i rifiuti urbani prodotti per residente sono saliti da 473,1 a 505,3 chilogrammi l’anno, con un aumento del 6,81%.
Il dato centrale è quindi evidente: la provincia di Lecce separa i rifiuti molto meglio rispetto al 2019, ma non ne produce meno.
Raccolta differenziata e prevenzione dei rifiuti sono due risultati distinti e non devono essere confusi.
Il confronto con le altre province pugliesi
Nel 2024 Lecce occupa il terzo posto in Puglia per percentuale provinciale di raccolta differenziata, preceduta dalla provincia di Barletta-Andria-Trani e da quella di Bari.
La percentuale provinciale è stata calcolata dividendo il totale delle tonnellate raccolte separatamente per il totale dei rifiuti urbani prodotti. Non si tratta quindi di una semplice media delle percentuali comunali.
| Posizione | Provincia | Raccolta differenziata | Rifiuti pro capite | Comuni sopra il 65% |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Barletta-Andria-Trani | 67,66% | 457,9 kg | 6 su 10 |
| 2 | Bari | 65,46% | 447,9 kg | 40 su 41 |
| 3 | Lecce | 64,73% | 505,3 kg | 51 su 96 |
| 4 | Brindisi | 61,26% | 494,2 kg | 14 su 20 |
| 5 | Taranto | 51,31% | 480,4 kg | 23 su 29 |
| 6 | Foggia | 49,00% | 434,3 kg | 25 su 61 |
Lecce dista appena 0,73 punti percentuali dalla provincia di Bari, ma presenta una produzione pro capite più alta di 57,4 chilogrammi per abitante.
Rispetto alla provincia di Barletta-Andria-Trani, il divario è di 2,93 punti percentuali nella raccolta differenziata e di 47,4 chilogrammi per abitante nella produzione complessiva.
Il confronto evidenzia anche un limite delle sole graduatorie comunali.
La provincia di Taranto, per esempio, conta 23 comuni su 29 sopra il 65%, ma la percentuale provinciale ponderata si ferma al 51,31%. Questo accade perché i risultati dei comuni più popolosi incidono maggiormente rispetto a quelli dei centri più piccoli.
L’andamento della provincia di Lecce dal 2019 al 2024
| Anno | Raccolta differenziata | Tonnellate differenziate | Rifiuti urbani totali | Rifiuti pro capite | Comuni sopra il 65% |
|---|---|---|---|---|---|
| 2019 | 52,61% | 194.667 | 370.027 | 473,1 kg | 28 |
| 2020 | 57,25% | 208.720 | 364.595 | 468,9 kg | 36 |
| 2021 | 62,25% | 234.133 | 376.122 | 487,0 kg | 40 |
| 2022 | 63,85% | 239.467 | 375.068 | 487,1 kg | 46 |
| 2023 | 63,86% | 242.663 | 380.009 | 495,2 kg | 48 |
| 2024 | 64,73% | 249.846 | 385.965 | 505,3 kg | 51 |
La crescita più rapida si concentra tra il 2019 e il 2021, quando la provincia guadagna 9,64 punti percentuali in due anni.
Dal 2022 il miglioramento rallenta. La percentuale rimane sostanzialmente invariata nel 2023 e aumenta di 0,87 punti nel 2024.
Anche la mediana delle percentuali comunali, cioè il valore che divide i 96 comuni in due gruppi uguali, passa dal 36,82% del 2019 al 65,47% del 2024.
Questo significa che il miglioramento non dipende esclusivamente dai risultati di pochi centri grandi, ma si è esteso a una parte significativa del territorio.
I dieci comuni più virtuosi nel 2024
| Posizione | Comune | Raccolta differenziata |
|---|---|---|
| 1 | Specchia | 79,57% |
| 2 | Melpignano | 77,82% |
| 3 | Melissano | 77,76% |
| 4 | Surbo | 76,74% |
| 5 | Alliste | 76,54% |
| 6 | Racale | 75,78% |
| 7 | Leverano | 75,40% |
| 8 | Tuglie | 75,22% |
| 9 | Campi Salentina | 74,66% |
| 10 | Galatina | 74,52% |
Specchia guida la graduatoria provinciale con il 79,57% di raccolta differenziata.
Complessivamente, nel 2024 sono otto i comuni salentini che superano il 75%.
La graduatoria misura però soltanto la quota di rifiuti raccolta separatamente sul totale. Non certifica da sola la qualità dei materiali conferiti nei centri autorizzati di smaltimento e raccolta il loro effettivo riciclo, i costi del servizio o la capacità del territorio di ridurre la produzione di rifiuti.
I dieci comuni con le percentuali più basse
| Posizione dal basso | Comune | Raccolta differenziata |
|---|---|---|
| 1 | Sternatia | 21,60% |
| 2 | Scorrano | 23,25% |
| 3 | Cannole | 23,59% |
| 4 | Otranto | 25,05% |
| 5 | Sanarica | 26,04% |
| 6 | Martignano | 28,02% |
| 7 | Soleto | 28,56% |
| 8 | Cutrofiano | 29,04% |
| 9 | Castro | 29,06% |
| 10 | Supersano | 30,23% |
Tra Specchia, prima in graduatoria, e Sternatia, ultima, esiste una distanza di 57,97 punti percentuali.
È probabilmente il dato che descrive meglio la forte disomogeneità interna alla provincia.
Il risultato complessivo del 64,73% nasconde infatti situazioni comunali estremamente differenti.
Dove la raccolta differenziata è cresciuta maggiormente
Il confronto tra 2019 e 2024, effettuato utilizzando il codice ISTAT di ogni comune, permette di individuare cinque progressi superiori a 40 punti percentuali.
| Comune | 2019 | 2024 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Melissano | 29,11% | 77,76% | +48,65 punti |
| Martano | 26,89% | 74,34% | +47,45 punti |
| Montesano Salentino | 25,80% | 72,04% | +46,24 punti |
| Specchia | 33,92% | 79,57% | +45,65 punti |
| Presicce-Acquarica | 28,46% | 71,06% | +42,60 punti |
Il risultato più rilevante è quello di Melissano, che passa dal 29,11% al 77,76%, con un incremento di 48,65 punti percentuali.
I principali arretramenti registrati nello stesso periodo riguardano invece:
- Neviano: -8,85 punti;
- Diso: -7,63 punti;
- Collepasso: -5,80 punti;
- Alezio: -5,37 punti;
- Sannicola: -4,12 punti.
Queste variazioni descrivono il risultato statistico, ma non permettono di stabilirne automaticamente le cause.
Per spiegare un aumento o una diminuzione sarebbero necessari ulteriori dati sulle modalità di raccolta, sul calendario di avvio dei servizi, sulle utenze non domestiche, sui controlli effettuati, sugli impianti di destinazione e sulla qualità delle frazioni raccolte.
Il capoluogo supera il 70%, ma produce più rifiuti per abitante
Il Comune di Lecce passa dal 65,13% di raccolta differenziata nel 2019 al 70,39% nel 2024, con un incremento di 5,26 punti percentuali.
Nello stesso periodo, però, i rifiuti urbani prodotti per residente aumentano da 514,7 a 570,7 chilogrammi l’anno, circa il 10,9% in più.
Anche nel capoluogo, quindi, il miglioramento della separazione dei rifiuti non coincide con una diminuzione della quantità complessivamente prodotta.
Il fattore turismo: perché il dato pro capite deve essere interpretato con cautela
Nel 2024 i valori più elevati di rifiuti urbani per residente si registrano a:
- Porto Cesareo: 1.261,9 chilogrammi per abitante;
- Otranto: 1.068,4 chilogrammi per abitante;
- Castro: 910,2 chilogrammi per abitante.
Questi numeri devono essere interpretati con prudenza.
Il denominatore utilizzato per calcolare l’indicatore è rappresentato dalla popolazione residente. I rifiuti prodotti sul territorio comprendono invece anche quelli generati dai turisti, dalle seconde case e dalle attività economiche.
Nei comuni caratterizzati da una forte stagionalità turistica, il dato pro capite non può quindi essere letto automaticamente come una maggiore produzione di rifiuti da parte dei residenti.
La concentrazione dei valori più elevati in alcune località costiere e turistiche è coerente con questo effetto, ma non è sufficiente, da sola, a quantificarne con precisione l’incidenza.
Cosa ci dice realmente questa analisi
Dai dati emergono quattro conclusioni principali.
1. La raccolta differenziata è migliorata in modo strutturale
Non cresce soltanto la percentuale provinciale ponderata. Aumentano anche la mediana comunale e il numero di comuni che raggiungono almeno il 65%.
Nel 2019 erano 28. Nel 2024 sono diventati 51.
2. Il territorio rimane fortemente disomogeneo
Nel 2024 più della metà dei comuni raggiunge il 65%, ma dieci centri restano sotto il 31%.
Le modalità di raccolta e le politiche adottate non stanno quindi producendo risultati uniformi in tutta la provincia.
3. Negli ultimi anni il progresso ha rallentato
Dopo la rapida crescita registrata tra il 2019 e il 2021, negli ultimi tre anni la percentuale provinciale è aumentata più lentamente.
Per superare stabilmente gli attuali livelli saranno necessari interventi mirati soprattutto nei comuni in ritardo e nei territori che producono le maggiori quantità di rifiuti.
4. La prevenzione rimane il punto debole
La produzione di rifiuti per abitante aumenta mentre la popolazione diminuisce.
Separare meglio i materiali è indispensabile, ma l’economia circolare richiede anche di ridurre la quantità di rifiuti generata, favorire il riuso e recuperare materia.
Rifiuti urbani e rifiuti da costruzione: due dati da non confondere
Questa ricerca riguarda esclusivamente i rifiuti urbani.
Nel file comunale ISPRA compare anche una voce dedicata ai “rifiuti da costruzione e demolizione”, ma si riferisce soltanto alla quota intercettata nel circuito urbano e conteggiata nella raccolta differenziata comunale.
Non rappresenta la produzione complessiva di macerie, terre, laterizi e altri rifiuti speciali generati dai cantieri.
Per analizzare il settore edile è necessario utilizzare i dati ISPRA sui rifiuti speciali, disponibili principalmente su scala regionale, insieme alle informazioni tracciate attraverso formulari e impianti autorizzati.
Non è quindi corretto utilizzare le tonnellate comunali presenti nella banca dati sui rifiuti urbani per stimare la produzione complessiva di rifiuti edili nella provincia di Lecce.
La metodologia utilizzata
L’analisi è stata realizzata elaborando i file CSV annuali pubblicati dal Catasto nazionale dei rifiuti ISPRA per gli anni compresi tra il 2019 e il 2024.
Sono stati utilizzati i seguenti criteri:
- Perimetro territoriale: tutti i 96 comuni classificati nella provincia di Lecce nei file ISPRA;
- percentuale provinciale di raccolta differenziata: somma delle tonnellate raccolte separatamente divisa per la somma dei rifiuti urbani totali;
- produzione pro capite: tonnellate complessive di rifiuti urbani divise per la popolazione riportata nel file e convertite in chilogrammi;
- graduatorie comunali: percentuale di raccolta differenziata riportata da ISPRA per ogni comune;
- variazioni tra 2019 e 2024: confronto dei comuni tramite il relativo codice ISTAT;
- soglia del 65%: utilizzata come riferimento comparabile per contare i comuni che raggiungono il livello indicato dall’articolo 205 del D.Lgs. 152/2006 e dalla normativa regionale pugliese;
- arrotondamenti: i totali sono stati arrotondati all’unità nelle tabelle, mentre le percentuali sono state calcolate utilizzando i dati non arrotondati.
ISPRA segnala che piccoli scostamenti decimali tra i file CSV e le pagine di consultazione possono dipendere dagli arrotondamenti.
La pagina ufficiale indica dati comunali disponibili dal 2010 al 2024 e un ultimo aggiornamento al 22 luglio 2026.


