Nel 2024 in Puglia sono state prodotte circa 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi provenienti da costruzioni e demolizioni. Il dato, contenuto nel Rapporto Rifiuti Speciali 2026 di ISPRA, rappresenta quasi la metà di tutti i rifiuti speciali prodotti nella regione. Mentre la produzione complessiva pugliese è diminuita, quella legata a cantieri, ristrutturazioni e demolizioni ha continuato a crescere.
Il dato riguarda l’intera Puglia e non permette di stabilire quante tonnellate siano state prodotte esclusivamente nella provincia di Lecce. Il territorio salentino, però, conta quasi 10.000 imprese attive nel settore delle costruzioni: una presenza che rende la gestione e il recupero dei materiali edili un tema economico e ambientale tutt’altro che marginale.
I numeri dei rifiuti edili in Puglia
Il Rapporto Rifiuti Speciali 2026 di ISPRA, pubblicato nel luglio 2026 e riferito ai dati del 2024, mostra un andamento apparentemente contraddittorio.
La quantità complessiva di rifiuti speciali prodotta in Puglia è scesa da poco più di 10 milioni di tonnellate nel 2023 a circa 9,3 milioni nel 2024. Nello stesso periodo, i rifiuti non pericolosi provenienti da costruzioni e demolizioni sono aumentati da 4,48 a quasi 4,6 milioni di tonnellate.
| Indicatore | 2023 | 2024 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Rifiuti speciali totali prodotti in Puglia | 10.075.627 t | 9.289.697 t | −7,8% |
| Rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione | 4.479.249 t | 4.599.132 t | +2,7% |
| Peso dei rifiuti edili sul totale regionale | 44,5% | 49,5% | +5 punti percentuali |
In un solo anno, quindi, la Puglia ha prodotto circa 120.000 tonnellate in più di rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione. La loro incidenza sul totale regionale è passata dal 44,5% al 49,5%.
In termini semplici, nel 2024 quasi una tonnellata ogni due di rifiuti speciali prodotta in Puglia è stata collegata alle attività di costruzione e demolizione.
Perché i rifiuti da costruzione e demolizione continuano ad aumentare
L’aumento non dipende esclusivamente dalle nuove costruzioni. Una parte significativa dei materiali proviene da demolizioni, ristrutturazioni, manutenzioni stradali, rifacimento di pavimentazioni, sostituzione di massetti e intonaci, scavi e riqualificazione degli edifici esistenti.
ISPRA collega la crescita registrata negli ultimi anni anche agli incentivi per la riqualificazione energetica, agli interventi infrastrutturali e ai cantieri finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
A livello nazionale, nel 2024 il settore delle costruzioni ha generato complessivamente quasi 90,4 milioni di tonnellate di rifiuti, considerando sia quelli derivanti direttamente dalle operazioni di costruzione e demolizione sia gli altri rifiuti prodotti dalle medesime attività. Si tratta del 52,5% di tutti i rifiuti speciali prodotti in Italia.
Questi numeri fanno comprendere perché la gestione dei materiali di risulta non possa essere considerata una fase secondaria del cantiere. Demolire, ristrutturare o realizzare un’opera significa anche programmare la raccolta, la separazione, il trasporto e il conferimento dei materiali prodotti.
Il peso dell’edilizia nella provincia di Lecce
I dati ISPRA sulla produzione dei rifiuti da costruzione e demolizione sono disponibili a livello regionale. Non è quindi corretto attribuire automaticamente alla provincia di Lecce una quota delle 4,6 milioni di tonnellate prodotte in Puglia.
Possiamo però osservare la dimensione del settore edile salentino. Secondo il quarto rapporto dell’Osservatorio Edile della provincia di Lecce, alla fine del 2024 risultavano attive 9.854 imprese delle costruzioni, con 24.242 addetti.
Le imprese edili rappresentavano circa il 15% di tutte le aziende attive nella provincia. Il settore è composto soprattutto da realtà piccole e molto piccole, ditte individuali e lavoratori autonomi, affiancati da un numero più limitato di imprese strutturate.
Questa frammentazione ha una conseguenza concreta: nella provincia vengono aperti ogni anno numerosi cantieri di dimensioni differenti. Accanto alle opere pubbliche e agli interventi delle imprese più grandi troviamo ristrutturazioni domestiche, manutenzioni, demolizioni parziali, rifacimenti di terrazzi, pavimentazioni e sistemazioni esterne.
Anche un cantiere apparentemente piccolo può produrre quantità consistenti di calcinacci e materiali di risulta. Per questo la gestione dovrebbe essere organizzata prima dell’inizio dei lavori, valutando gli spazi disponibili, il tipo di materiale previsto e l’eventuale necessità di ricorrere al noleggio di cassoni e scarrabili a Lecce e provincia.
Che cosa rientra nei rifiuti da costruzione e demolizione
I rifiuti provenienti dall’edilizia sono classificati principalmente nel capitolo 17 dell’Elenco Europeo dei Rifiuti. All’interno di questa categoria possono rientrare materiali molto diversi:
- cemento;
- mattoni;
- piastrelle e materiali ceramici;
- miscele di cemento, mattoni e ceramiche;
- legno, vetro e plastica provenienti dal cantiere;
- metalli;
- miscele bituminose;
- terre e rocce;
- materiali isolanti;
- materiali a base di gesso;
- rifiuti misti da costruzione e demolizione.
Appartenere allo stesso capitolo non significa, però, che tutti questi materiali possano essere raccolti, trasportati e trattati nello stesso modo.
La natura del rifiuto, la presenza di impurità e l’eventuale contaminazione condizionano la classificazione e il successivo percorso. Anche il codice EER deve essere individuato in relazione all’effettiva origine e composizione del materiale, non soltanto sulla base del suo aspetto.
Per questa ragione, prima del ritiro è importante comunicare all’operatore che cosa ha prodotto il cantiere. Fotografie, descrizione delle lavorazioni e stima dei quantitativi possono aiutare a individuare la soluzione più adatta ed evitare conferimenti non conformi.
La separazione in cantiere incide sulla possibilità di recupero
Quando materiali differenti vengono accumulati senza criterio, il loro trattamento diventa più complesso. Un carico prevalentemente minerale, composto per esempio da cemento, mattoni e ceramiche, non dovrebbe essere contaminato con legno, plastica, cartongesso, guaine, imballaggi o altri rifiuti estranei.
La demolizione selettiva e la separazione delle diverse frazioni facilitano il controllo dei materiali, riducono le impurità e aumentano la possibilità di ottenere un recupero di qualità.
Non significa che ogni piccolo cantiere debba necessariamente utilizzare numerosi contenitori. Significa invece che la gestione dovrebbe essere decisa in funzione dei materiali realmente prodotti. In alcuni casi può essere sufficiente un solo cassone destinato a una frazione omogenea; in altri può essere opportuno organizzare più raccolte o ritiri separati.
Il cassone, da solo, non garantisce il recupero. È uno strumento logistico che funziona quando viene scelto correttamente, riempito con i materiali concordati e affidato a un soggetto autorizzato per il trasporto e il conferimento.
Dal cantiere all’impianto di recupero
Una volta raccolti, i materiali devono essere trasportati presso un impianto autorizzato. Qui vengono sottoposti ai controlli previsti, verificando la corrispondenza tra il rifiuto conferito, la documentazione e il codice indicato.
Il percorso può comprendere pesatura, controllo visivo, selezione, rimozione delle frazioni estranee, frantumazione e classificazione granulometrica. Non tutti i carichi seguono lo stesso trattamento e non tutti i materiali possono essere recuperati: la destinazione dipende dalle caratteristiche del rifiuto e dalle operazioni autorizzate per l’impianto ricevente.
Zaminga Recuperi opera a Carpignano Salentino con un proprio impianto di lavorazione e riciclo degli inerti, presso il quale i materiali conferiti vengono controllati e avviati alle operazioni previste in base alla loro natura.
Per imprese, artigiani e privati che non dispongono di mezzi e autorizzazioni adeguate, è possibile organizzare il ritiro e il trasporto dei detriti edili a Lecce e provincia, programmando il servizio in relazione alle esigenze effettive del cantiere.
Quanto viene recuperato in Italia
L’Italia ha raggiunto nel 2024 un tasso di recupero di materia dei rifiuti da costruzione e demolizione pari all’82,4%, escludendo le operazioni di colmatazione. Nel 2023 il dato era pari all’81%.
La percentuale supera l’obiettivo del 70% previsto dalla Direttiva europea 2008/98/CE. È un risultato importante, ma va interpretato con attenzione: un tasso elevato non significa automaticamente che ogni materiale venga trasformato in un prodotto con lo stesso valore tecnico o commerciale.
La qualità del recupero dipende anche da come il materiale viene demolito, separato e raccolto. Un flusso omogeneo e controllato offre prospettive differenti rispetto a un carico misto con numerose impurità.
Per la componente minerale, ISPRA indica come principale forma di recupero la trasformazione in inerti fini o grossolani utilizzabili, quando rispondono alle caratteristiche richieste, nella produzione di calcestruzzo o asfalto, nelle costruzioni stradali e in altre opere di ingegneria civile.
Il recupero non si conclude quindi con la semplice uscita del materiale dal cantiere. Si completa quando il rifiuto correttamente trattato soddisfa le condizioni previste per tornare a essere una risorsa utilizzabile.
Dai materiali di risulta agli aggregati riciclati
Calcestruzzo, mattoni, ceramiche e altre frazioni minerali idonee possono essere sottoposti a lavorazione per ottenere aggregati riciclati con granulometrie e caratteristiche differenti.
Questi materiali possono trovare impiego, in relazione alle prestazioni e alle certificazioni possedute, in rilevati, sottofondi, riempimenti, sistemazioni di piazzali, opere stradali e altri interventi.
Zaminga Recuperi produce e commercializza aggregati riciclati ed End of Waste a Lecce, tra cui breccia, pietrisco, breccione e misti destinati a specifici utilizzi nell’edilizia e nell’ingegneria civile.
In questo modo la filiera può chiudersi sul territorio: il materiale viene prelevato dal cantiere, conferito all’impianto, controllato e lavorato; quando possiede le caratteristiche necessarie, può rientrare nel ciclo produttivo sotto forma di aggregato riciclato.
Che cosa significano questi dati per i cantieri di Lecce
Le 4,6 milioni di tonnellate prodotte in Puglia non sono soltanto un dato ambientale. Indicano la dimensione di un flusso di materiali che deve essere gestito ogni giorno da imprese, tecnici, trasportatori e impianti.
Per i cantieri della provincia di Lecce questo comporta alcune scelte operative precise: prevedere i materiali che saranno prodotti, evitare mescolanze non necessarie, riservare uno spazio adeguato alla raccolta, programmare i ritiri e verificare che trasporto e conferimento vengano effettuati attraverso soggetti autorizzati.
Una gestione organizzata può ridurre gli accumuli, limitare i tempi morti, rendere più agevoli le lavorazioni e favorire il recupero delle frazioni idonee. Al contrario, lasciare il problema alla fine dei lavori può comportare difficoltà logistiche, carichi non conformi e costi evitabili.
La crescita dei rifiuti edili rende ancora più importante il ruolo degli impianti locali. Ridurre le distanze tra cantiere e impianto, quando tecnicamente e amministrativamente possibile, può semplificare la logistica e favorire una filiera territoriale del recupero.
Zaminga Recuperi per la gestione dei materiali edili a Lecce
Zaminga Recuperi affianca imprese, professionisti e privati nella gestione dei materiali provenienti da demolizioni, ristrutturazioni e lavorazioni edili nella provincia di Lecce.
L’attività comprende il noleggio di cassoni e scarrabili di differenti cubature, il ritiro dei materiali, il trasporto autorizzato, il conferimento e il recupero degli inerti presso l’impianto di Carpignano Salentino, oltre alla produzione e vendita di aggregati riciclati.
Prima di organizzare il servizio è utile comunicare la località del cantiere, il tipo di intervento, i materiali prodotti, la quantità stimata, gli spazi disponibili e gli eventuali limiti di accesso per i mezzi. Queste informazioni permettono di valutare la soluzione più adeguata e preparare correttamente il ritiro.
Domande frequenti
Quanti rifiuti edili sono stati prodotti in Puglia nel 2024?
Secondo ISPRA, nel 2024 in Puglia sono state prodotte 4.599.132 tonnellate di rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione, circa il 49,5% di tutti i rifiuti speciali prodotti nella regione.
Quante tonnellate di rifiuti edili produce la provincia di Lecce?
Il Rapporto ISPRA utilizzato per questa analisi pubblica il dato di produzione dei rifiuti da costruzione e demolizione a livello regionale, non provinciale. Non è quindi corretto attribuire a Lecce una quota delle 4,6 milioni di tonnellate senza una fonte specifica.
Quali sono i materiali edili più frequentemente recuperabili?
Tra i materiali potenzialmente recuperabili rientrano cemento, mattoni, piastrelle, ceramiche e altre frazioni minerali. L’effettiva possibilità di recupero dipende però dalla classificazione, dalla qualità del carico, dalla presenza di impurità e dalle autorizzazioni dell’impianto.
Perché conviene separare i materiali direttamente in cantiere?
La separazione riduce le contaminazioni tra frazioni differenti, facilita i controlli e può migliorare la qualità del successivo recupero. Le modalità devono essere valutate in base alle dimensioni del cantiere e ai materiali prodotti.
Quando è utile un cassone scarrabile?
È utile quando il cantiere produce quantità di detriti che non possono essere gestite con piccoli contenitori o ritiri occasionali. La cubatura va scelta considerando il tipo di materiale, il volume previsto, il peso, gli spazi e l’accessibilità del cantiere.
Un rifiuto recuperato diventa automaticamente un prodotto?
No. Il passaggio da rifiuto a prodotto richiede il rispetto delle condizioni previste dalla normativa End of Waste, controlli sul processo e conformità alle caratteristiche tecniche richieste per l’impiego previsto.
Nota metodologica e fonti
L’analisi è stata elaborata da Zaminga Recuperi utilizzando le tabelle 1.9 e 1.10 del Rapporto Rifiuti Speciali ISPRA 2026, relative alla produzione regionale negli anni 2023 e 2024. Le variazioni percentuali e l’incidenza dei rifiuti da costruzione e demolizione sul totale pugliese sono state calcolate a partire dai valori pubblicati da ISPRA.
Il dato relativo alle imprese e agli addetti delle costruzioni nella provincia di Lecce proviene dal quarto rapporto dell’Osservatorio Edile provinciale, realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Lecce e riferito al 31 dicembre 2024.
Ultimo aggiornamento: agosto 2026.


